Home Corso di Aggiornamento sull'Analisi dell'Ansia di Stato mediante una Nuova Metodologia svolto in collaborazione con la Giunti O.S.- Firenze-Italia. Crediti ECM 42,3

 

in collaborazione con la GIUNTI O.S. Organizzazioni Speciali - Firenze - Italy

Corso di Aggiornamento sull’Ansia di Stato basato su una Nuova Metodologia

Introduzione

L’obiettivo del corso è lo studio dell’ansia di stato negli individui.

Riassumiamo brevemente il  settore generale di metodologie e applicazioni che saranno utilizzati nel presente corso.

Premettiamo una breve discussione sull’utilizzo delle metodologie non lineari in psicologia.

Di norma negli studi psicologici, i dati psicologici sono usualmente raccolti per valutare le differenze tra soggetti o gruppi di soggetti assumendo che esse siano stabili nel tempo. Invece, un ulteriore approccio, divenuto rilevante negli ultimi dieci anni, esegue  campionamenti temporali intensivi delle variabili psicologiche di individui o gruppi a intervalli di tempo regolari, allo scopo di studiare le oscillazioni temporali dei dati raccolti e quindi la loro dinamica. Con queste nuove  metodologie, il comportamento umano è stato ripetutamente studiato   per analizzare, ad esempio, l'impatto dell'esperienza quotidiana sul nostro benessere. Sono state analizzate  le conseguenze di eventi negativi o ancora sono state analizzate l'associazione tra emozioni e modalità di comportamento e ancora un gran numero di condizioni di disordini psicologici e di patologie psichiatriche.  Per  brevità omettiamo di menzionare l’articolato campo di applicazioni che ne è derivato, ma il lettore potrà ugualmente seguirne gli sviluppi visitando il nostro sito, settore pubblicazioni.

Sostanzialmente, gli studi poggiano sul nuovo approccio delle metodologie non lineari e consentono di  analizzare la natura e le caratteristiche delle oscillazioni ritmiche nonché  la loro variabilità nel tempo. Rappresentano pertanto un approccio innovativo sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico.

L’approccio in sé comporta alcuni  cambiamenti, non solo nei metodi di campionamento dei dati psicologici, ma anche nel  modo di intendere molte variabili psicologiche, le quali possono essere considerate l’espressione di entità mentali che presentano nel tempo specifiche dinamiche di periodicità e di variabilità e necessitano di essere valutate correttamente sia in ambito diagnostico che terapeutico.

Tra l’altro, le nuove metodologie consentono di identificare con accuratezza il ruolo delle interazioni umane nel governare le transizioni che continuamente hanno luogo nelle entità della nostra mente.

Diventa rilevante la nozione secondo la quale la nostra mente, le nostre idee e convinzioni si formano tutte, quali risultati di cambiamenti interattivi.

Spieghiamo nel dettaglio cosa occorre intendere  con questa affermazione.

In relazione ad alcuni quesiti che possono essere posti al soggetto nell’ambito dell’indagine psicologica, psichiatrica e neurologica, le persone hanno opinioni, pensieri, emozioni o ancora comportamenti predefiniti. Questo tipo di condizione può essere considerata stabile nel tempo nel senso che un campionamento temporale intensivo di dati corrispondenti, ad esempio, a domande poste ad un individuo da parte di un osservatore esterno o poste da se stesso a intervalli di tempo regolari, raccoglierà semplicemente una risposta predefinita che non sarà mai determinata e attualizzata nel momento stesso in cui la domanda verrà posta. In questo caso, abbiamo un pattern dinamico stabile per i singoli individui o per i gruppi.

Il campionamento di dati prolungato nel tempo confermerà esclusivamente un’informazione sulla dinamica temporale che è stabile nel riportare un pattern di misure self-report o di performance che riguardano il comportamento nel tempo delle persone coinvolte.

Gli studi hanno evidenziato che, sotto il profilo dell’analisi statistica, i casi, come quelli appena descritti, in cui gli individui hanno un parere, pensieri o emozioni predefiniti, che non si modificano   nel momento stesso in cui le domande vengono attualmente poste, corrispondono a una tipologia di dinamica classica che, statisticamente parlando, può essere analizzata in termini di approcci statistici classici in quanto non sono dipendenti dal contesto. Di contro, ci sono situazioni in cui una persona, che si pone una domanda o a cui quest’ultima viene posta da un operatore esterno, non ha un’opinione predefinita ma una serie di alternative potenziali, e così anche a livello di  pensiero, emozione o comportamento.

Il tipo di opinione, ad esempio, si forma (vale a dire: si attualizza) solo nel momento in cui la domanda stessa viene posta ed è formata in base al contesto in cui la stessa domanda è posta

I processi di questo tipo  seguono statistiche di tipo quantistico e richiedono l’applicazione della meccanica quantistica in psicologia.

Ci sono situazioni psicologiche  molto importanti in cui il dato psicologico  dipende dalla dinamica temporale che caratterizza in modo non lineare  la condizione psicologica del soggetto e pertanto la sua interazione contestuale con l’ambiente.

Questo significa che tale condizione  cambia con alcune modalità temporali molto specifiche e pertanto richiede di essere correttamente investigata sotto il profilo della sua dinamica temporale.

In questi casi abbiamo un nuovo paradigma che sta emergendo negli studi sul comportamento mentale. Abbiamo qui il concetto di pattern dinamico che è connesso all’osservazione del cambiamento dinamico nel tempo.

 

Il Fenomeno dell’Ansia

L’ansia  rappresenta una condizione paradigmatica  per indagare nel dettaglio le potenzialità delle entità mentali nell’analisi del pattern dinamico temporale. È noto dai vari modelli psicologici  che la paura è una risposta a un pericolo presente e attuale, mentre l’ansia è una risposta a un pericolo potenziale.

È noto che il soggetto ansioso può fornire la sua introspezione consapevole e pertanto valuta e attualizza un pericolo che è solo fissato potenzialmente.

Quindi, la paura è una risposta a un pericolo reale e presente, l’ansia invece è la risposta a un pericolo potenziale. In diversi modelli, la valutazione del rischio è vista come la componente centrale dell’ansia ed essa è realizzata nei termini dell’approccio e dell’introspezione in relazione  a situazioni potenzialmente dannose. Paura e ansia possono entrambe produrre una risposta di arousal fisiologico che coinvolge l’attivazione del sistema adrenergico nel sistema nervoso centrale (CNS) e nella componente simpatica del sistema nervoso autonomico (SNS). Poiché tali sistemi sono coinvolti in entrambe le condizioni, l’esperienza fenomenologica di arousal sembra simile, e tale similarità dell’esperienza di attivazione fisiologica contribuisce alla tendenza comune di ritenere la paura e l’ansia come manifestazioni tra loro intercambiabili.

Invece esistono tra loro differenze sostanziali.

La differenza centrale tra paura e ansia  risiede  nel regime dinamico temporale che risulta.

Il soggetto in uno stato di paura percepisce una minaccia immediata e reale e, su questa base, fornisce una risposta attiva che in qualche modo è indotta  dallo stimolo esterno.

In altri termini, il soggetto attualizza una risposta che, in un certo senso, è definita sulla scorta del tipo di stimolo reale percepito che gli si è presentato.

Nel caso dell’ansia, il soggetto non percepisce una minaccia immediata (non vi è uno stimolo esterno che attualizza la risposta). Il soggetto è focalizzato su una minaccia potenziale nei momenti attuali o futuri e in molti casi egli eredita questa condizione in base alla sua storia personale e al suo background psicologico, come accade ad esempio  nel caso di un soggetto con Disturbo post Traumatico da Stress.

È presente un regime di comportamento con dinamica temporale che richiede adeguate metodologie di esame non lineari e fondamentali sia sotto il profilo diagnostico che terapeutico.

Data la natura intrinseca della minaccia ansiogena, il soggetto resta sospeso tra stati potenziali e all’interno di un regime temporale di tipo dinamico.

La minaccia ansiogena si modifica continuamente nel tempo: il soggetto avverte che c’è qualcosa che può accadere o che può non accadere; rimane sospeso in una superposizione di tali stati potenziali. Egli continua a pensare alla minaccia. Non reagisce ad un attacco o ad una percezione di essere attaccato, ma resta nella possibilità sospesa di essere attaccato. Se tale soggetto percepisce di essere realmente sotto attacco (attualizzazione), quindi entrerà in uno stato attuale di paura.

Una caratteristica molto importante è che l’ansia rappresenta una condizione emotiva così diffusa e radicata negli esseri umani che da sola non può essere considerata un segno di patologia o una specifica sindrome, ma una modalità generale della vita umana con valori estremi che ovviamente rientrano poi nel dominio della psicopatologia. Inoltre, ci sono casi di disordini psicologici, psicosomatici,  di disturbi psichiatrici gravi come anche condizioni patologiche di tipo neurologico in cui l’ansia è sempre presente.

Ci sono anche alcune condizioni patologiche, come la malattia oncologica o  l’attesa di trapianto d’organo, in cui la componente ansiosa è fortemente presente.

L’analisi nel tempo delle sue dinamiche consente in tutti questi casi un’eccellente opportunità di studiare le caratteristiche di base della dinamica temporale per quanto concerne le entità mentali generali dell’esistenza dell’uomo. Inoltre, mentre l’ansia di tratto può essere considerata una condizione più stabile della nostra personalità, l’ansia di stato è considerata maggiormente connessa a fasi transienti della nostra condizione emotiva quotidiana. Entrambe le tipologie d’ansia vengono attualmente valutate attraverso l’utilizzo di opportuni test. Come è noto alcuni  sono stati messi a punto da C. D. Spielberger a partire dal 1964.

Nella cornice teorica precedentemente sottolineata, questi test risultano non sufficienti. Gli psicologi così come gli psichiatri, i neurologi e gli operatori che si avvalgono del biofeedback necessitano di  conoscere la  fenomenologia temporale del disturbo presente  nel paziente e poterla quantificare con opportuni indici per la loro corretta impostazione diagnostica e terapeutica.

In particolare, essi devono discriminare con preciso livello di accuratezza se il soggetto si trovi in una condizione di normalità o di patologia. Ancora, essi devono poter ottimizzare le loro terapie nel tempo ed in particolare la  psicoterapia, l’intervento di biofeedback e la terapia farmacologica.

Le metodologie innovative che forniamo nel nostro corso rispondono esattamente a tali precisi requisiti. In particolare, la nuova metodologia è in grado di stabilire nel dettaglio qual è il livello di condizione patologica del paziente, di valutare le periodicità con le quali ciascun paziente raggiunge valori massimi in sincronia con la sua ritmicità interna e la variabilità nelle dinamiche con cui la condizione di patologia procede nel tempo.

 

Programma del corso

L’intero corso si svolgerà per mezzo di lezioni frontali che si terranno in Italia, a Bari e Roma, oppure è possibile anche seguirlo a livello internazionale mediante le modalità della formazione a distanza.

Il corso avrà durata di due settimane per gli allievi che lo seguiranno in Italia, in lingua italiana mediante le lezioni frontali, mentre avrà durata di due mesi nella modalità della formazione a distanza.

In Italia, la lingua sarà quella italiana, mentre i corsisti internazionali seguiranno il loro apprendimento a distanza in lingua inglese per mezzo di lezioni dirette con il supporto costante di un tutor.

Il corso richiede l’utilizzo di due specifici software che, unitamente ai  risultati ottenuti dagli studi di casi clinici, saranno forniti direttamente a ciascun allievo.

L’ammissione al corso avviene mediante selezione sulla base del CV dell’allievo e solo un numero limitato di allievi sarà ammesso.

 

Il direttore del corso è il prof. Elio Conte.

 

L’obiettivo fondamentale del corso consiste nel fornire agli allievi una adeguata specializzazione nell’uso del  nuovo metodo. L’obiettivo viene conseguito fornendo lezioni di base dirette sui fondamenti concettuali del metodo e un training adeguato sul suo utilizzo.

Per i dettagli, consultare il nostro sito www.saistmp.com e utilizzare l’indirizzo E-mail This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it .